“Ho smesso di contare le volte in cui, arrivata alla seconda riga, ho cancellato e riscritto tutto nuovamente. Cercavo un inizio ad effetto, qualcosa di poetico e vero allo stesso tempo, qualcosa di grandioso, ma agli occhi. Non ci sono riuscita. Poi ho capito, ricordando ciò che non avevo mai saputo: che per i grandi cuori che muoiono nel corpo ma che continuano a battere nel respiro della notte, non ci sono canoni o bellezze regolari, armonie esteriori, ma tuoni e temporali devastanti che portano ad illuminare un fiore, nascosto, di struggente bellezza.”

Frida Kahlo

Tuoni e temporali. E’ di questo che hai bisogno, no?

Tuoni e temporali che spazzino via tutto, che devastino campi e distruggano anime e certezze.

Perché la perfezione ti ha sempre resa diffidente. Come ci si può fidare di canoni e

bellezze regolari?

Quel fiore nascosto, in fondo ti assomiglia.

Insulso, quasi, banale, già visto, senza un particolare profumo, privo di una peculiare attrattiva. Inconsistente. Un cuore morto che continua a battere soltanto di notte.

E nel buio ti crogioli, l’hai reso casa, nascondiglio e porto sicuro. Lì, nascosta persino ai raggi lunari, chi mai ti vedrebbe? Chi mai penserebbe di coglierti?

Ma, ecco: squarci di luce e pioggia e tuoni, e tempesta.

E pensi sia la fine, pensi che il tuo fragile stelo si spezzerà una volta per tutte, che i tuoi petali vagheranno nel vento insieme a tantissimi altri fiori recisi, sospinti fino a chissà dove, e ti sostiene soltanto il pensiero che almeno, infine, farai parte di qualcosa. Seppur a pezzi.

Ma ciò che somiglia alla fine, non è altro che rinascita.

I lampi, che tanto temevi, sono giunti per illuminarti. La tempesta ti abbraccia: puoi solo accoglierla.

Sconvolge l’intero ecosistema ed ogni tua singola paura, ti obbliga a vedere il mondo capovolto, sottosopra, spazza via dubbi, barriere, piani, certezze, desideri

e quel che resta

sei tu.

Nuda. Un fiore spoglio, unico al mondo, ferito, meraviglioso.

“Illuminata nella notte di struggente bellezza”.

Un’anima che muore per rinascere cento volte più forte, mille volte più fiera.

E finalmente, l’alba.

Un cuore che impara a battere alla luce del sole, che non ha più bisogno di nascondersi.

Che mostra al mondo le cicatrici, i punti di sutura, le ferite che ancora sanguinano.

Ma proprio da quelle ferite, stanno nascendo piccoli, meravigliosi nuovi fiori.

2 risposte a "Di tuoni e temporali"

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