Di mostri e principesse

C'era una volta, una principessa. Aveva i capelli neri come piume di corvo ed occhi del colore del cielo. La principessa amava i libri più dei balli, adorava passeggiare per i fitti boschi che circondavano il suo castello e mangiare burro d'arachidi direttamente dal vasetto. Sapeva usare la spada, parlava quattro lingue ed amava scrivere... Continue Reading →

"Ho smesso di contare le volte in cui, arrivata alla seconda riga, ho cancellato e riscritto tutto nuovamente. Cercavo un inizio ad effetto, qualcosa di poetico e vero allo stesso tempo, qualcosa di grandioso, ma agli occhi. Non ci sono riuscita. Poi ho capito, ricordando ciò che non avevo mai saputo: che per i grandi... Continue Reading →

Come le abitudini belle

La tua camicia addosso che mi arriva alle ginocchia Sinatra nel giradischi un calice di vino rosso in una mano ballo scalza sul parquet. E tu seduto sul divano giallo mi guardi sorridi poi ti alzi e mi inviti a ballare "you’re lovely, with your smile so warm and your cheeks so soft there is... Continue Reading →

T’ho visto ieri

T'ho visto ieri per la prima volta dopo più di un anno.Eri al bar con degli amici, e ridevi per chissà quale battuta.Quella risata la riconoscerei tra mille.E pensavo, chissà se te la ricordi l'ultima volta in cui siamo stati felici.Mi pare fosse un martedì.Era fine settembre e avevo voglia di mare, m'hai portata sulla... Continue Reading →

L’abbraccio ai tempi del Coronavirus

Riflessione breve: In questi tempi d'epidemia d'apocalissi annunciata d'isteria semi-seria in questi tempi in cui: non toccare non baciare non starnutire! non amare non unire mantieni le distanze! smetti , smettila di essere umano. In questi tempi, dicevo, abbracciarsi è un colpo di stato. Un'opera del Bernini. Un quadro di Cabanel. Una sinfonia di Stravinsky.... Continue Reading →

Capitolo sette – L’alba

Nei giorni seguenti cercai in tutti i modi di evitare Rìco. Evitavo di incrociare il suo sguardo, di parlargli, di restare da sola con lui per più di tre minuti. Inventavo le scuse più assurde per allontanarmi dall'appartamento quando c'era lui, le mie passeggiate al mare iniziarono a protrarsi fino al pomeriggio. Ero perennemente in... Continue Reading →

Capitolo sei – Rìco

La mattina seguente mi svegliai leggermente confusa. Poi mi ricordai il perché. Andai in cucina a preparare la colazione, per fortuna sembrava non esserci nessuno. Preparai la macchinetta del caffè, presi due fette biscottate e ci spalmai su un po' di marmellata. Amavo la quiete che c'era a casa di Andrea di primo mattino, il... Continue Reading →

Capitolo cinque – Rìco

Rìco arrivò due giorni dopo. Andrea andò a prenderlo in aeroporto, io preferii restare a casa. Il giorno precedente avevo scovato una piccola libreria proprio in fondo alla strada che percorrevo ogni giorno: incredibile che non l'avessi mai notata. Sembrava quasi abbandonata, la luce del sole filtrava a stento dalle uniche due finestrelle sporche che... Continue Reading →

Capitolo quattro – Inès

Di lì a qualche giorno sarebbe tornato a casa Rìco, il coinquilino di Andrea. Rìco era di Madrid, aveva gli occhi verdi e nella vita faceva l'artista. Di tanto in tanto gli facevano esporre le sue opere, fotografie per lo più, presso qualche mostra di basso livello nei pressi di Barcellona, e lavorava come ritrattista... Continue Reading →

Capitolo tre – Andrea

Sapevo che sarebbe arrivata prima o poi. L'ondata di dolore che segue la fine di una storia. Di solito le fasi son sempre quelle: negazione, rabbia, negoziazione, depressione, accettazione. Quando però sei tu a chiudere un rapporto, la fase più dolorosa è senza dubbio l'ultima. L'accettazione. Era finita troppo velocemente, senza urla, senza drammi o... Continue Reading →

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