Certi amori non finiscono, fanno dei giri immensi e poi ritornano.

"Certi amori non finiscono, fanno dei giri immensi e poi ritornano", cantava il Venditti, e come dargli torto. Certo, s'intendeva di amori meno platonici e più carnali di questo, ma sempre d'amore si tratta. Questo amore, che cos'è. E' come l'amore di quella poesia, "violento, fragile, tenero, disperato". E ancora, "così vero, così bello, così felice,... Continue Reading →

Incipit

Era finita per un milione di motivi, uno più valido dell'altro, ma il più importante era sicuramente questo: alla domanda "sei felice?" non sapevo più cosa rispondermi. Me ne sono andata in una notte di Gennaio, a cuor leggero e senza piangere. Pioveva a dirotto e non avevo l'ombrello. E' buffo come certi dettagli diventano... Continue Reading →

Voglio portarti dove finisce il mare

Voglio portarti dove finisce il mare. Partire stanotte senza far ritorno. "Dove la porto, signorina?" mi chiedevi, ed io pensavo a mille luoghi tranne che alle stelle.  Pensavo alla terra, alla sabbia calda, ad ogni angolo nascosto nei vicoli di Napoli ed ai sedili posteriori di una vecchia 127 Sport tutta scassata. Penso a tutte... Continue Reading →

Cose particolarissime sul mio cuore e su di me

Ci sono alcune particolarissime cose di me che nessuno sa e che mai sospetterebbe, che bisogna sapere, cose buffe banali belligeranti e bellissime, e qui abbonda la b, scusate. Dicevo, insomma, cose particolarissime che chiunque voglia avvicinarsi a me o al mio cuore (che poi son la stessa cosa) deve sapere. Cosa numero uno: mi... Continue Reading →

Addii e fili rossi.

Da bambina mi hanno detto che certe persone sono legate da un filo rosso invisibile che può estendersi anche per chilometri, e si allunga e si restringe a seconda della distanza. Io non ci credevo neanche un po', nessun filo era così lungo, nemmeno i gomitoli giganti che usava la nonna per l'uncinetto. E poi,... Continue Reading →

Diecimila volte grazie.

“a Coffee on 34th Street”: un caffè sulla trentaquattresima strada come quella del miracolo a Natale, un luogo d’incontro per anime affini, quel posto magico, un po’ binario, un po’ armadio, in cui fermarsi e respirare, vivere, innamorarsi (il tempo di un caffè).

In mezzo ad una qualche felicità

Avevo circa sei o sette anni quando mi hanno scattato questa foto. Eravamo alla casa al mare, adoravo quel posto: tutta la mia infanzia l'ho vissuta lì. Ci sono tornata ultimamente, quasi fosse un bisogno, una necessità. Tutto sembra ancora come allora, le stesse villette a schiera, la stessa strada, gli alberi esattamente nello stesso... Continue Reading →

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